Barocco Festival – Oh Qual Meraviglia!

Nell’immaginario collettivo il mandolino è uno strumento legato esclusivamente alla tradizione popolare e folklorica. Ciò, però, è assolutamente impreciso e scorretto. Certo nell’Ottocento il mandolino, da strumento di nicchia, diventa uno dei più diffusi e popolari, presente nelle botteghe degli artigiani ma anche nelle abitazioni di borghesi,diffuso nel mondo impiegatizio e non raro a trovarsi in qualche ambiente della nobiltà perché strumento poco costoso, di facile apprendimento e relativamente semplice da suonare almeno per chi non mira al virtuosismo ma al puro piacere di far musica. Come non ricordare, poi, che Puccini, nel 1922, definì gli italiani «un popolo di mandolinisti» e Verdi nel 1888, all’indomani della prima dell’Otello a Milano, opera in cui prescrive un intervento di mandolini sul palcoscenico,viene nominato presidente onorario di una delle tante Società di mandolinisti. Ma questo piccolo strumento, dalla caratteristica cassa profonda e arcuata, ha origini antichissime e nel corso del Seicento e Settecento ha avuto un ruolo molto importante nella produzione strumentale italiana. Nominato più volte da Antonio Stradivari nei suoi carteggi, criticato da Innocenzo XI e Innocenzo XII per l’uso in chiesa insieme a trombe, flauti e corni, il mandolino, con la sua particolare sonorità,ha ‘solleticato’ il genio creativo di molti compositori dal Seicento fino ai nostri giorni.



Diverso per numero di corde tra il sud ed il nord Italia (4corde doppie a Napoli, 5 o 6 doppi cori a Roma,Venezia e Milano) ma suonato sempre col plettro,il mandolino è stato fonte di ispirazione per numerosi concerti solistici, sonate e variazioni. I brani presentati dal Duo Galanterie costituiscono sono una piccola parte del repertorio dedicato al mandolino e permettono di ricostruire un percorso da Napoli a Venezia, passando per Roma, in cui il mandolino compete ad armi pari con gli altri grandi ‘strumenti solistici’ del tempo. Virtuosismo e cantabilità, sempre arricchiti da preziosi abbellimenti,caratterizzano le sonata ed i concerti in programma, un repertorio di rara esecuzione e gran fascino.

Programma
Giovani Battista Gervasio (1725 – 1785)
Sonata VI in Re magg.
Allegro, Larghetto Grazioso, Allegro

Antonio Vivaldi (1678 -1741)
Concerto in Do magg.Rv 425
per mandolino e cembalo
(Allegro, Andante, Allegro)

Arcangelo Corelli (1653 – 1713)
Sonata VII op. 5
Preludio, Corrente, Sarabanda, Giga

Carlo Cecere (1678 – 1741)
Concerto in La magg.
Allegro ma non presto, Largo, Grazioso

Leonardo Leo (1694 -1744)
Toccata in Sol min.
solfegio n.11 Adagio e cantabile, Allegro
(Ms. Mus.A 313xpa, Db 4-Königliche Privat-Musikaliensammlung- Dresden)

Domenico Scarlatti (1685 – 1757)
Sonata k. 89
Allegro, Grave, Allegro

Giuseppe Giuliano(Sec. XVIII)
Concerto in Si b magg.
Allegro, Adagio, Allegro


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