E’ questo il titolo che i protagonisti di questa generosa iniziativa hanno voluto dare al concerto recital di questa sera; è il primo verso di una composizione del poeta Raffaele Carrieri, nostro conterraneo di Taranto. E a me, parafrasando quel verso, viene spontaneo dire: questa sera abbiamo uno stuolo di angeli: Pietro Conversano. Costantino Marrazzo, Maura Ruggiero, Marco De Luca, Giuseppino Grassi, Luigi Punzi che con l’arte della dizione, la voce, le parole, la poesia, e con l’arte e le note della musica ci regaleranno emozioni. Le emozioni che la bellezza dell’arte, nelle sue varie forme e manifestazioni riesce a dare. E sottolineiamo che i giovani amici che hanno voluto omaggiare la nostra comunità sono nostri concittadini, e questo conferisce maggior valore al loro dono. Dunque ci presentano una ricca e variegata antologia di composizioni poetiche, un florilegio di testi di autori che hanno lasciato il segno nella storia della Poesia italiana : a partire dal “sommo poeta”Dante Alighieri e proseguire con G. Pascoli, G, D’Annunzio, G. Gozzano, A. Negri, G.Papini, U. Saba, M. Moretti, G. Ungaretti S. Quasimodo, A. Gatto, D. Buzzati,Giorgio Caproni, Raffaele Carrieri, fino ai più vicini a noi, Padre David Maria Turoldo, Antonia Pozzi, Elio Fiore, Madre Anna Maria Cànopi, Elena Bono, Alda Merini, poeti, tutti , che hanno in comune, attenzione per il Natale, poeti che con i versi hanno espresso emozioni, riflessioni, sentimenti suscitati in loro dalla festa del Natale. Tra i brani che ascolteremo, saggiamente selezionati da Pietro, non poteva non figurare al primo posto il Canto XXXIII del Paradiso, non solo come omaggio al più grande, e non solo, dei nostri poeti, per l’altissimo pregio artistico del Canto, ma anche per la divina fanciulla di Nazareth, creatura umana tramite la quale si realizza l’Incarnazione del Bimbo-Dio fatto uomo. Con Lei, grazie a Lei, si ristabilisce l’alleanza tra Dio e l’Uomo. L’originalità e la bellezza di questo canto stanno nelle antitesi create da Dante riguardo alla madre di Dio : Vergine/Madre, Figlia/del tuo Figlio, Umile e alta più che creatura. E’ questa la grande “buona novella” per l’umanità; il Cristo che si fa carne tenera, che si fa uomo, segna la storia per tutta l’umanità, non solo perché la storia viene distinta in due periodi: prima di Cristo e dopo Cristo. E non è una divisione di tipo semplicemente cronologico. Il Messia, infatti, ha un messaggio nuovo per l’umanità: predica la fratellanza fra gli uomini che vuole tutti fratelli e perciò liberi e uguali, introduce nella storia un precetto nuovo, quello dell’amore: una rivoluzione profonda e pacifica; propone una nuova visione della società che deve farsi attenta ai deboli, ai poveri, a chi soffre per le ingiustizie, agli emarginati, agli ultimi, “ allo scarto dell’umanità” come dice papa Francesco.
Una rivoluzione profonda e pacifica per chi voglia limitarsi a considerare il Cristo soltanto come personaggio storico. Ma per i credenti il messaggio di Cristo Uomo Dio apre uno scenario di ordine superiore: una religiosità che supera il politeismo pagano che venerava divinità non esenti dai limiti e dai difetti degli uomini, una visione della vita che non dura un arco di tempo, breve o lungo che sia, ma che continua in un’altra vita, oltre il tempo: è l’uomo creatura- figlio di Dio che partecipa della sua divinità, perché immortale. Sono queste le ragioni per cui la ricorrenza del Natale coinvolge tutti: credenti, agnostici, non credenti: ciascuno trova nel suo messaggio valori in cui crede e che spera si realizzino a livello individuale, sociale, universale. Chi non sogna e spera che la pace regni fra le persone e i popoli, che la giustizia sociale sancisca e rispetti la dignità di tutti: uomo, donna, diversi, che maturi il tempo in cui, sugli egoismi e sugli interessi di parte, prevalgano la ragione e la concordia sicché non si debba più parlare di guerra?. Utopia? No: piuttosto speranza, sogno possibile a realizzarsi , se gli uomini avranno “buona volontà”, compiranno scelte e azioni appropriate ai fini. Si, gli uomini dotati di ragione, liberi di scegliere tra bene e male, capaci di realizzare cose eccelse, ma anche cose terribili, hanno la possibilità di trovare intese e soluzioni ai problemi per un mondo pacificato, di fratelli; “fratelli tutti” aveva predicato il Bimbo Gesù Cristo e continua a proporre papa Francesco. Purtroppo siamo molto lontani da questi traguardi. La ricorrenza del Natale ha il significato di richiamare tutti e ciascuno a riflettere sui valori trasmessi dalla Festa. “Anche quest’anno ci sarà una tregua…dal più alto dei cieli scenderà un Bambino ”ascolteremo in un verso di Elio Fiore. E in altri versi, ancora Elio Fiore: “io non so come…anche quest’anno è stato orrendo di massacri e di morti, ma so che verrà l’alba eterna, la luce che attende ogni creatura”. Qui non solo la speranza, ma la certezza di chi ha fede. Anche in altri brani che ascolteremo potremo individuare qualche antitesi, come un filo di continuità che li lega al canto di apertura, tutti sul tema del Natale. Vi si colgono, però, sensibilità diverse, senso religioso diversamente profondo e manifestato, attenzione per le cose semplici, di una semplicità si direbbe “fanciullesca”in qualcuno, coscienza civile e motivi di forte impegno, sia pure attenuati dalle parole poeticamente sorvegliate in altri, attenzione per il male nel mondo, per la sofferenza dell’umanità, speranze in altri ancora. Spunti per riflessioni personali per ciascuno di noi.
Elena Bono vede nell’Incarnazione l’inizio “dell’eterno dolore” di Maria vedendo fin da quel momento la Crocefissione, comprese le sofferenze e il dolore di tutte le donne e mamme del mondo, di oggi e di sempre. Davide Maria Turoldo, invece, ci dice che con il Natale del Divino Bambino ”si è aperto il cielo sul nostro destino, per abbassarsi e calarsi su di noi , perché da un angelo udissimo quanto la nostra storia coinvolge l’eterno, Ora saremo i congiunti con Dio, sarà la terra per sempre il paese delle sue nozze, la stanza o la riviera dove si abbracciano l’uomo e il suo Dio”. Ada Negri “nell’armonia calda e ricca delle bellezze del presepe poteva evadere dalla povertà di casa sua, dalla meschinità rigida e buia delle aule scolastiche, dalla chiassosa volgarità della strada”. Di crudo realismo i versi di Giorgio Caproni: “nel gelo del disamore… quanti , con le sue stesse fragili membra , quanti suoi simili, in tremore nascono ogni giorno in questa Terra guasta, soli e indifesi, non basta a salvarli il candore di un sorriso…”. Ancora più crude le parole di madre Anna Maria Cànopi: Culle insaguinate, senza lacrime di madri, pianti sconsolati di fame, senza latte, senza pace, senza ninne nanne,…senza compassione”. Infine, Dino Buzzati “ e se venisse davvero? Se la nostra bella sicurezza nella scienza e nella dea ragione andasse a carte quarantotto? Con imperdonabile leggerezza forse troppo ci siamo fidati, E se davvero venisse?… Se, cioè, riuscissimo davvero a vivere un Natale autentico, e non solo per un giorno? Che venga davvero dipende da noi; sta a noi uomini di ogni generazione tradurre in atto ogni giorno il messaggio del Cristo Bambino fattosi uomo; non basta aprire il cuore e la mente all’altro, al vicino e al lontano, in occasione del Natale; dovremmo vivere ogni giorno come un Natale.
E per chiudere ancora con Giorgio Caproni::”vedi almeno tu, in nome del Salvatore in cui ardentemente credi, di invocare per loro un grano di carità”. E un grano di carità non solo hanno invocato, ma hanno anche offerto, producendo e donando con grande e spontanea generosità per quindici anni in Casa Carbotti, bambole Pigotte a favore dei bambini assistiti dall’Unicef, le signore Lina Chionna, Melina Palmisano, Vittoria Nigro, Lucia Bafaro, Maria Errico e Maria Chirulli. Sono testimone del loro operato e ritengo doveroso e opportuno in questa circostanza dare pubblica attestazione della loro meritevole opera e rivolgere loro un pubblico, vivissimo ringraziamento.
E grazie ancora agli artisti
Pino Cecere senior
Ringraziamo il prof Giuseppe Cecere per l’interessante contributo e Ciccio De Leonardis per le foto