Inauguranta a San Vito dei Normanni La Stele dei Redenti

È stata svelata significativamente la mattina di Sabato Santo – giorno di silenzio tra lo strazio della Passione e la gioia della Risurrezione – la
Stele dei Redenti, un’installazione artistica permanente site specific (cioè pensata appositamente) per la Chiesa di Santa Maria della Pietà a San Vito
dei Normanni. Si tratta di un pannello che ospiterà periodicamente le immagini della cronaca più dimenticata e una breve riflessione o preghiera
sul tema della sofferenza umana.
Nel corso della breve cerimonia, tenuta a porte chiuse nel rispetto della normativa anti-contagio e a cui hanno partecipato in rappresentanza della
comunità cittadina l’Arciprete-Parroco don Claudio Macchitella, il Sindaco Silvana Errico e l’Assessore alla Cultura Alessandra Pennella, gli ideatori
dell’iniziativa (Dario Romano per i contenuti e Simone Saracino per la realizzazione della struttura) hanno motivato il significato di questa
installazione.

Al tempo dei grandi pellegrinaggi, la Chiesa di Santa Maria della Pietà e l’attiguo ospizio-ricovero dei forestieri – il cosiddetto Ospedale, abbattuto
negli anni ’20 e da cui la chiesa ha preso popolarmente il nome – erano una delle ultime tappe via terra che incontravano coloro che provenivano lungo le vie Francigena e Traiana dai grandi santuari europei avendo per meta Brindisi, da cui salpare per la Terra Santa. Questa chiesa nacque come
piccola cappella del Castello Dentice di Frasso e sorse proprio per volere dei principi che intendevano offrire nei pressi della loro dimora
l’assistenza materiale e spirituale a quei pellegrini che erano più provati dal lungo viaggio. Talvolta essa diveniva anche luogo di sepoltura per coloro
che erano ormai moribondi. Era dunque naturale che tale chiesa fosse dedicata
alla Vergine dei Dolori.



Oggi questo luogo – nel 2007 concesso in comodato d’uso dalla Curia diocesana al Comune di San Vito per il restauro conservativo e la valorizzazione
artistica – ha perso le funzioni originarie, pur senza mai essere sconsacrato. La ricchezza spirituale e culturale che custodisce, però, è
senza tempo: se i pellegrini pregavano l’Addolorata portando il peso di un’umanità sofferente, ancora oggi ci si può fermare per ricordare quanti
soffrono per malattia o violenza. La Stele dei Redenti diventa così il muro dove affiggere i dolori da cui possono nascere nuove speranze e la Chiesa
della Pietà si conferma una casa della memoria, per non chiudere mai gli occhi davanti alle tante croci del mondo contemporaneo, che i media spesso
offuscano.
Si comprende dunque il valore sociale e simbolico di questa iniziativa che, aldilà della sua matrice religiosa, l’Assessorato Comunale alla Cultura ha
voluto sposare e promuovere, per la molteplice valenza culturale. Il fedele, il turista o il semplice passante che da ora in poi entrerà in chiesa interrompendo per un momento il proprio cammino, come i pellegrini di un tempo potrà rigenerare il cuore con il conforto e la speranza, sotto lo
sguardo della Vergine della Pietà. Oggi come ieri, nei tanti sabato santo della vita.


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